Secondo giorno: p0rn is the word.
May 15th, 2008*giorno prima di partire*
Caska: “Dovremmo andare come prima cosa ad Akihabara a comprare l’adattatore.”
Selina: “Giusto.”
*primo giorno*
Selina: “oggi siamo troppo stanche, ma domani dobbiamo proprio andare ad Akihabara a comprare l’adattatore.”
Caska: “ovvio.”
*secondo giorno*
Colazione con onigiri (che ho promesso di non raccontare nei dettagli, anche se ne sarebbe valsa la pena XD) e camminatina che ci permette di vedere meglio Hatagaya e Hatsudai, nonché lo Showroom della Square-Enix, che non vediamo l’ora di conquistare <3
Torniamo a Shinjuku. lati positivi: tutti. Lati negativi, uno: commettiamo l’imperdonabile errore di sottovalutare la stazione. Ma non all’andata. Al ritorno. E’ SEMPRE al ritorno. Più sei stanco, disperato, coi piedi che sanguinano e una fame che mangeresti un giappino, più la stazione di mette alla prova. brutta troia e_e.
Ci buttiamo in una sconclusionata ricerca del Closet Child di zona, sconclusionata perché io sono famosa per essere estremamente sveglia, e ho lasciato le indicazioni in hotel “XD Selina prova con molta buona volontà a ricordarsi dove poteva vagamente essere collocato il quadratino rosa intravisto sulla mappa il giorno precedente con ventiquattro ore di sonno arretrato ma, chissà come mai, non ci riesce. Però troviamo, del tutto per caso, un Innocent World <3 Qui si ripete il rituale degli acquisti, con una commessa particolarmente veemente nel ringraziarmi, pensavo di aver firmato qualcosa…o_o;; C’era un parasole nero amabile ;_; ma sono una persona accorta e sapevo di porne portare solo uno come bagaglio a mano, e avevo preso tramite Mai quello di cappuccetto rosso, quindi…D: la Commessa Veemente rimpiazza anche i miei sacchettini scrausi con una grande borsa cartonata di Innocent World, il che non la rende meno pesante, ma sicuramente più carina <3
Entriamo anche in una libreria di proporzioni abnormi, dove l’idea di dare un’occhiata diventa -come qualsiasi cosa alla quale si voglia ‘dare un’occhiata’ a Tokyo- il preteso per passare due ore a fare niente senza rendersene conto. Mentre guardiamo le riviste di capelli una signora ci viene incontro e ci chiede se siamo italiane XD è stranissimo che un giapponese ti approcci, ed è stranissimo che noi ci lasciamo approcciare, soprattutto, ma a quanto pare non siamo immuni al fascino dell’italiano faticosamente articolato da bocche straniere (è giusto l’italiano articolato dagli italiani che ci dà fastidio), e rimaniamo a parlare un po’. Ovviamente, anche questa signora come tutti i giapponesi ha fatto il celeberrimo tour Milano-Venezia-Firenze-Roma. E’ bello come i luoghi comuni sull’Italia all’estero siano tutti tipicamente meridionali, ma nessuno si sogna effettivamente di venire in Italia per vedere Caltanissetta.
Durante il nostro vagare ci troviamo anche davanti al Meiji Jingu, il nostro primo vero tempio <3 Qui io scatto dodicimila foto alle statue delle volpi e alle tavolette votive, mentre posso vedere chiaramente gli ingranaggi nel cervello di Selina che girano; purtroppo pensiamo sempre alla prima cosa, e chiaramente quello a cui stiamo pensando è “preghiamo anche noi!” Io ho un minimo di riserbo, come dire, un certo tentennamento nel giocare con le religioni degli altri…poi mi sono ricordata che manco i giapponesi ci credono alle loro divinità casiniste, ci sperano solo, e la totale insofferenza di Selina per i culti altrui fanno il resto XDD Così restiamo in agguato a stalkerare giappini per un po’, rendendoci conto che, alla fine, si tratta solo di combinare a piacere inchini e battiti di mani. Io mi stavo prendendo male, già pensavo a gente inferocita che mi guardava malissimo perché, cazzo ne so, avevo battuto troppe volte le mani “XD Quindi andiamo, lanciamo qualche yen nelle grate (pochi, perché dobbiamo starci due settimane, lì!), suoniamo la campana e via inchini battiti di mani e passi indietro come se piovesse.
Finita l’esplorazione odierna di Shinjuku ci avviamo buone buone verso la stazione, col nobile intento di andare ad Akihabara a comprare il trasformatore, finché non abbiamo questo breve e coinciso scambio:
Caska: Stavo pensando…
Selina: Ikebukuru.
Caska: Ikebukuru.
Ve l’ho detto che pensiamo sempre la stessa cosa.
E così via, gli dei protettori del porno ci mettono le ali ai piedi per condurci a quello che diventerà a tutti gli effetti il nostro quartiere feticcio.
Spiegare perché proprio Ikebukuru ci abbia trafitte al cuore è facile e difficile insieme, perché anche Ikebukuru è facile e difficile insieme, grandissima e piccolissima insieme, caotica e tranquillissima insieme. Forse è solo una questione di strade - più strette. O forse è davvero una questione di yaoi. O forse è il Sanrio Store che ci siamo imparate a memoria, o le crepes che non erano così da nessun’altra parte, o il parfait che sto finendo di digerire proprio adesso.
Insomma, è stato un blast ineguagliabile.
Appena emerse dalla stazione, ho il chiarissimo ricordo di due bei ragazzi che facevano propaganda di qualcosa XDD e che ovviamente Selina non vede. Un giorno mentre andavamo -credo- a Shinjuku, c’è stato questo momento topico in cui, con un’aria che ti gelava i capezzoli, questo ragazzo bellissimo scendeva le scale con la camicia sbottonata fin quasi all’ombelico. Impari presto a riconoscere la tamarraggine degli host XD (e il loro taglio di capelli) Naturalmente, l’ho visto solo io. Pareva che me li inventassi ;_;”
Comunque, torniamo a Ikebukuru XD ad accolgerci è un’ondata di studenti dai quali veniamo praticamente travolte, e un giapponese vestito da Elvis che si dimena su un max schermo. Sotto di lui, una delle mille locandine dell’orrido film L: Change the world, che viene proiettato al cinema della Sunshine City (un centro commerciale di proporzioni epiche).
Poi, all’incrocio, io dico le parole che sono destinate a cambiare per sempre la nostra vacanza e il futuro di Selina: “Andiamo a dare un’occhiata al Sanrio Store, che compro qualcosa a mia sorella.”
La nostra anima non è marcita così tanto nemmeno alla Haru Comi.
Dopo essere state travolte da un’ondata di studenti, ci buttiamo in questo luogo di perdizione dove Selina sviluppa un’insana passione per Kuromi, che segnerà ogni singolo altro giorno della nostra permanenza. Pensiamo anche, pur senza aver preso funghi allucinogeni, che sia una buonissima idea comprare degli enormi cuscini con le facce di Kuromi e Cinnamoroll, e portarceli appresso tutto il giorno. Se non altro, scopriamo che la postpay funziona, in questo magico quartiere.
Usciamo e pochi passi dopo ci troviamo sbattuta in faccia una vetrata che palesa la presenza di un Closet Child lì vicino <3 Scoviamo l’entrata col mio istinto loli e approfondiamo la conoscenza degli ascensori giapponesi, che sono fottute trappole mortali. Ti falciano senza pietà, se ti metti sulla loro strada e nessuno da dentro ti tiene aperte le porte.
Il CC di Ikebukuru è piccino, ma sarà per l’amore sconfinato che nutro per questo quartiere, in qualche modo è anche il mio preferito. Appena entrata non vieni investita dalla consueta nuvola di rosa, cosa che permette a Selina di sopravvivere abbastanza da piazzarsi nella sezione cd, ma in compenso troneggia in mezzo alla stanza il jsk della collezione Strawberry di Angelic Pretty <3
Una volta soddisfatte dei nostri acquisti, ci ributtiamo nella mischia: non abbiamo nemmeno ancora cominciato.
Infatti, superata la Sunshine City e attraversata la strada, comincia la sfilata di negozi di doujinshi.
Ripeto: negozi - di - doujinshi. SOLO di doujinshi. Io mi fidavo abbastanza della razza umana da non credere che ne esistessero così tanti, invece…;__;”
Come un pellegrinaggio verso la mecca, facciamo la scoperta di una delle cose che mi manca di più in assoluto di quella città meravigliosa: ANIMATE.
Voglio che le mie ceneri vengano sparse lì.
Definire Animate una “fumetteria” sarebbe riduttivo, perché inevitabilmente vi verrebbero in mente le nostre, di fumetterie. Ebbene, prendete la più grossa che avete nella vostra città e moltiplicatela. Poi quello che avete ottenuto lo dividete per nove piani, ciascuno completamente a tema (novità, action figures, modellismo, character goods, shonen, shojo, hentai, yaoi—) e otterrete una pallida immagine di quello che è Animate.
Immediatamente afferriamo i biscotti della Otome Road, rappresentanti gli stereotipi degli yaoi <3, poi dalla piramide che si erge sotto uno schermo che proietta il primo episodio di Evangelion prendo una lattina di caffé UUC sponsorizzato da Asuka versione camerierina. Ai piani successivi mi fiondo sulla nuova action figure di Aeris in versione CLASSICA (lo scrivo in maiuscolo, CLASSICA, non quelle merdate tratte da Advent Children, Crisis Core e stronzate varie per gnubbi uscite adesso), che era una delle cose che volevo assolutamente prendere una volta arrivata <3 Purtroppo Tifa e Cloud sono finiti D: ma in compenso Selina acchiappa Squall, e proseguiamo, finché io non prendo anche due pendaglietti per cerniere di Kamina da regalare al Kaw e a suo fratello <3 e un doujinshi kaminaXsimon per me <3″ Era primo in classifica di vendita, NON POTEVO lasciarlo lì ;O; XDDD
All’uscita, rimirando i nostri biscotti, ce ne rendiamo conto: siamo sulla Otome Road.
La Otome Road è uno dei luoghi di pellegrinaggio prediletti dalle fangirls, in quanto catalizza in un’unica zona svariati negozi a tematica del tutto o prevalentemente yaoi. Qui tantissime ragazze si riversano tra gli scaffali fittissimi di doujinshi, e frugano come disperate alla ricerca del porno dei loro sogni.
Anche noi, naturalmente, eravamo fra queste.
Qui comincia la nostra disperata ricerca di doujinshi su Kingdom Hearts, ma si rivela essere verissimo quello che Sule e altri mi avevano detto: la Disney ha fatto opera di rastrellamento totale, e trovare qualcosa su KH è difficile come trovare qualcosa di decente in “Nana”.
Ci rechiamo in ogni dove, giriamo in lungo e in largo, raccogliendo sguardi divertiti o compassionevoli da commesse che ti dicono con lo sguardo “poverine, in che fandom si sono andate a cacciare”, finché alla fine, stanche e solo per miracolo con le speranze non azzerate, troviamo qualcosa *_* un’akusora puccerrimo <3
Gli dei, come al solito, ci assistono e ci vogliono bene, anche se stiamo facendo del turismo sessuale <3
Ci manca ancora un negozio da vedere, oltre a Mandarake che è chiuso, ma io sono MORTA e ho il buon senso di trascinare via Selina con la forza, perché dieci minuti dopo, privata dei resti della forza motrice fangirl, si rende conto di essere a pezzi anche lei.
ovviamente, trascorriamo un’altra ora e mezza buona girando come due coglione patentate per la stazione di Shinjuku, sul punto di piangere e imprecare maledicendo Dio per averci permesso di fare una cosa così stupida come entrarci <3″
In hotel ramen precotti (scaldati con l’acqua calde del rubinetto: pessima, pessima idea) e dritte a letto, stanche come se avessimo girato alla ricerca di un modo per spendere soldi tutto il giorno…un attimo! E’ proprio quello che abbiamo fatto *O*


